Diario di un viaggio nel gusto

Questo blog è il diario di un'avventura che inizia, la mia avventura, condotta per sentieri che non mi sono del tutto nuovi ma che attraverso il loro andare mi condurranno ad esplorare nuovi lidi.... il verde è il colore che predominerà la mia strada, il suo profumo ne sarà l'aroma allietante e suadente... un percorso gastronomico, il mio, di vita, di credo... una scelta, uno stile, il mio ritmo... ricette che trarranno dalla terra il proprio profilo, che dell'erba avranno la gentilezza e la delicata essenza, il sapore avranno della semplicità e dei sensi saranno stimolo e soddisfazione.... Un viaggio nella cucina... con la creatività e la curiosità che sempre portano lontano...

umorale

umorale
trasparenze autunnali

lunedì 5 luglio 2010

CRUMBLE DI ZUCCHINE, POMODORI E CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO

Oggi crumble! Con un tocco di fantasia perchè questa ricetta nasce tutta dalla mia sperimentazione, dal gioco di combinare i sapori e, soprattutto in questo caso, i colori!
La varietà delle consistenze che si incontrano ad ogni morso è sorprendente, in un insieme dal gusto deciso ma fresco, estivo, adatto anche ad una cena all'aperto o ad un buffet.
La mia versione è in forma di torta porzionabile ma credo sarebbe perfetta in monoporzioni già predisposte su singoli piattini (rigorosamente bianchi perchè le sfumature cromatiche di questo piatto sono davvero belle a vedersi!)...
Per sei porzioni ho usato: per la base di brisè: 250 g di farina, 150 g di burro, un pizzico di sale.
Ho proceduto setacciando la farina e formando la fontana sulla spianatoia, nell'incavo ho versato il burro tagliato a tocchetti e il sale quindi ho impastato rapidamente con le dita per formare delle briciole. A questo punto ho unito un cucchiaio di acqua molto fredda ed ho continuato a lavorare fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Ho messo in frigo a riposare avvolto in pellicola da cucina e dopo un'oretta ho steso col mattarello e ne ho ricavato un disco utilizzando direttamente lo stampo a cerchio senza fondo (generalmente utilizzato per le cheesecake).
Per il ripieno ho usato: 100 g di ricotta di mucca, 100 g di cavolo cappuccio rosso, 3 zucchine romanesche, 1 scalogno, 8 pomodorini rossi molto dolci, olio evo, sale e pepe, il succo di mezzo limone.
Ho iniziato frullando la ricotta con il cavolo cappuccio rosso, sale, pepe e olio evo. Ho così ottenuto una crema di colore violaceo che ho tenuto momentaneamente da parte.
Nel frattempo ho stufato appena lo scalogno tagliato a rondelle in poco olio evo quindi ho aggiunto le zucchine a tocchetti e le ho lasciate cuocere per una ventina di minuti a fuoco medio con il succo del limone, una tazzina da caffè di acqua, sale e pepe. A cottura quasi ultimata ho aggiunto i pomodori a pezzi e dopo circa cinque minuti ho spento.
Per il crumble ho usato: 2 cucchiai di germe di grano, 2 cucchiai di burro a temperatura ambiente, 1 cucchiaio di farina di mandorle, sale, pepe, maggiorana e farina q.b.
Ho impastato con la punta delle dita fino a formare le tipiche briciole, lasciandole per la verità piuttosto morbide (a mio gusto!).
Infine ho assemblato la torta. Sulla base di pasta brisè bucherellata con una forchetta ho steso la crema di ricotta quindi uno strato di zucchine e pomodori e per ultime le briciole. Ho spolverato la superfice con un pizzico di sale e dell'altra maggiorana quindi ho posto nel forno già caldo a 180° per circa venticinque minuti (il crumble deve risultare un poco brunito).
Deve essere servito tiepido.
Con questa ricetta partecipo al contest di "Panna, cioccolato e fantasia".

giovedì 1 luglio 2010

SALMONE MARINATO ALL'ARANCIA

Una ricetta semplicissima e senza cottura per una sera d'estate tra amici, la tavola apparecchiata in terrazza, le lanterne accese ad illuminare la notte, il volo delle falene, lento lento, incuriosite.
I colori vivaci delle stoviglie hanno incontrato le sfumature cromatiche dei fiori e l'aria rinfrescata ha incorniciato il vociare allegro, conviviale.
Questo salmone si prepara con pochi gesti ed ha un sapore delicato, appena agrumato, un buon profumo ma soprattutto ha un aspetto deliziosamente stupefacente... rosa e verde, gentile e ad un tempo vivace.Accompagnato da verdure al vapore è perfetto.
Per sei persone ho utilizzato: 800 g di salmone fresco (pulito e sfilettato), circa 1 kg di sale grosso, 300 g di zucchero, semi di coriandolo, semi di finocchio, pepe bianco, basilico mondato, 3 arance, 2 limoni, 3 cipollotti, dell'insalata valeriana, alcune fette di pancarrè bianco, olio evo.
La ricetta originale (direttamente esportata dalla scuola per chef!) prevede una iniziale marinatura secca che si prepara mescolando: sale, zucchero, semi di coriandolo pestati al mortaio, semi di finocchio, pepe bianco macinato, bucce delle arance ben tritate. Occorre massaggiare letteralmente i due filetti di salmone con questo impasto da entrambi i lati e far poi riposare in frigorifero per almeno due ore. In questo modo il pesce assorbe perfettamente gli odori ed il gusto della marinatura e si prepara ad accogliere la successiva marinatura liquida.
Tolto il salmone dal frigo e ben ripulito con carta da cucina, lo si deve immergere in un intingolo composto da: succo delle arance e dei limoni, basilico, olio evo e cipollotti.
Deve restarvi per un'oretta abbondante.
A questo punto basta scolare ed affettare sottilmente il salmone e servirlo poi con una emulsione di semplice olio evo, un'insalatina valeriana di contorno e, a proprio gusto, qualche crostino di pancarrè passato brevemente in forno a tostare.
Per i miei ospiti io ho aggiunto spicchi di arancia pelati a vivo ed ho frullato alcune foglie di basilico con dell'olio (per ottenere una salsina di accompagnamento). Ho aggiunto infine delle verdure preparate al vapore e poi repentinamente freddate in acqua e ghiaccio per arrestarne la cottura.
Il successo di questo semplice piatto è stato davvero notevole!

Con questa ricetta partecipo al contest di Manuela di: La via delle spezie

domenica 27 giugno 2010

BUDINO DI RISO ALLE ALBICOCCHE E CARAMELLO

Una domenica piena di sole, di calore, di luce. Una domenica di inizio estate, piena di promesse e di aspettative perchè il bel tempo, si sa, aiuta l'immaginazione ad esplorare lidi beati, luoghi sereni, gioiosi... Una domenica romana in cui le strade si mostravano insolitamente deserte e già si diffondeva quel senso di ovattato tepore, di attesa, di silenzio che prelude piuttosto alla festa... musica, poesia, canto... Una domenica piacevole, trascorsa così, tra la cucina e la tavola, in piena arminia tra i sensi...
Questo dolce è ideale in estate perchè dell'estate ha il colore. L'arancio delle albicocche è reso vivo dal caramello, brunito anche quello ma soltanto un poco per rimanere vivace e semi liquido, in grado di penetrare tra i granelli di riso e di rendere scioglievole al palato ogni boccone... Un dolce semplice e rapido da preparare, fresco, delizioso...

Per sei monoporzioni (o per un unico budino più grande) occorrono: 200 g di riso arborio, 400 ml di latte parzialmente scremato, 100 g di zucchero, 6 albicocche mature ma non sfatte, 20 g di burro (per me, come sempre, chiarificato), una spolverata di cannella.
Si inizia sbollentando per pochi secondi le albicocche in acqua bollente. Una volta scolate si devono privare della buccia (stesso procedimento che generalmente si fa con i pomodori), tagliare a metà e togliere loro il nocciolo.
A questo punto si versano 50 g di zucchero in una padella, vi si adagiano sopra le mezze albicocche e si pone su fiamma bassa. Quando lo zucchero inizia a caramellare occorre togliere le albicocche e continuare a cuocere. Non appena il caramello comincia a scurire spengere la fiamma.
Una parte delle mezze albicocche devono poi essere poste sul fondo degli stampini da budino (io ho utilizzato le semisfere) ed essere ricoperte con il caramello.
Nel frattempo il riso deve essere cotto per circa cinque minuti in acqua bollente e versato poi (dopo esser stato scolato) nel latte già bollente addizionato con 200 ml di acqua.
La cottura (a fiamma medio-bassa, deve cioè sobollire) deve proseguire fino al completo assorbimento della parte liquida. A questo punto si devono mescolare al riso lo zucchero rimanente, il burro, una spolverata di cannella e le rimanenti albicocche cotte tagliate a dadini. Mescolare e versare il riso negli stampini.
Una volta raffreddati a temperatura ambiente, occorre riporre i budini in frigorifero per almeno quattro ore prima di servirli capovolgendo gli stampini sui piatti da portata.
Più a lungo riposeranno in fresco migliore sarà l'assorbimento del caramello da parte del riso ed il sapore ne gioverà!

Questo dolce è ottimo a fine di un pasto leggero o come merenda pomeridiana.

venerdì 25 giugno 2010

BARCHETTE TRICOLORI

Un pomeriggio di sport e di condivisione, tanti amici riuniti intorno alla tv (schermo gigante, ovviamente!), l'attesa di una partita che comunque sia andata la storia l'ha segnata! Una pagina nera, a dire il vero, ma comunque un nuovo segno della storia sportiva di un popolo che del calcio ha fatto uno dei propri simboli, miti e (quasi sempre) vanto.
Un pomeriggio immaginato di gioia e di canti, appena colorato da quella vaga tensione che comunque c'è e che fa persino bene!
Un pomeriggio da riempire di coccole... e quindi anche di buon cibo!
Queste barchette sono state il mio contributo, ieri... in un pomeriggio in cui... "perfortuna che almeno abbiamo mangiato bene"!
Le barchette tricolori volevano essere benauguranti, come le pesche al vino rosso che le accompagnavano e come i dolcetti che le hanno seguite, invece sono state soltanto una ennesima tartelletta davvero ben riuscita che almeno il palato lo ha saputo appagare con gusto e stile!
Buoni sapori miscelati per un risultato "vincente"... opsh!

Per la base di pasta brisè ho utilizzato la stessa formula della ricetta precedente (la torta rustica con le salsicce, i pomodori secchi e le cipolle), ma in dosi raddoppiate. Per il ripieno occorrono:
150 g di formaggio philadelphia, 1 uovo grande, 150 ml di panna liquida, 100 g di mascarpone, 250 g di spinaci freschi lessati, 2 cucchiai di pesto (per me fatto in casa), un grosso mazzo di basilico tritato finissimo, della maggiorana e del timo anch'essi ridotti a sabbia, sale e pepe. Occorrono inoltre, 100 g di formaggio feta tagliato a cubetti, 14 pomodorini ciliegia spaccati a metà, 1 spicchio d'aglio, olio evo.
Con queste dosi ho ottenuto 25 barchette.

Ho ricavato dalla pasta brisè 25 dischetti (con un tagliabiscotto) che ho cotto, negli stampini da muffins, in forno caldo a 160° per una decina di minuti coperti con carta forno e ricolmi di riso crudo (per evitare che gonfiassero) e poi, liberi da peso e carta, per ulteriori cinque minuti. Li ho lasciati raffreddare.
Ho quindi cotto per circa un'ora a 180° i pomodorini già tagliati e cosparsi di sale, pepe, una parte di maggiorana e un poco di timo ed irrorati di buon olio evo.
Ho fatto raffreddare anche questi.
Da ultimo ho amalgamato in un recipiente il formaggio, le erbe tritate rimaste, l'uovo, sale, pepe e mascarpone. Ho quindi lessato gli spinaci, li ho frullati rapidamente con pochissima panna fino a ridurli in purea e li ho aggiunti al composto. Per ultima ho addizionato anche la panna rimanente. Ho mescolato bene il tutto per ottenere un composto molto morbido e compatto.
Per completare ho riempito le barchette vuote con il composto di formaggio ed ho adagiato al centro di ciascuna un cubetto di feta. Ho fatto cuocere in forno a 180° per venti minuti (controllate che la pasta non scurisca!).
Per servire le barchette le ho completate con un mezzo pomodorino ciascuna, posato sul cubetto di feta per ottenere l'effetto tricolore che desideravo.
Le ho irrorate con un poco dell'olio di cottura dei pomodori e le ho servite appena tiepide... guardando la "storica sfatta"!

domenica 20 giugno 2010

TORTA RUSTICA CON SALSICCE, POMODORI SECCHI E CIPOLLE

Il tempo ultimamente scorre via più rapido del solito! Sarà per via dei tanti impegni che mi riempiono le giornate oppure per il caparbio desiderio (e tentativo) di riempire ogni istante con qualcosa di bello, gratificante, emozionante... ad ogni modo stò trascurando il blog e voi, amici e amiche blogger, con tanto dispiacere! L'estate mi riporterà presente e prodiga di parole, ricette ed attimi di condivisione... non vedo l'ora che sia così! Per il momento vi lascio un segno del mio passaggio e del mio affetto con questa ricetta che è uno dei miei "must"! Un sapore deciso e fantastico, un equilibrio di consistenze e di gusto... imperdibile!
La preparazione, devo ammetterlo, non è rapida nè semplicissima ma il risultato è considerevole! Un piatto per arricchire la tavola ed essere felici di esser lì a mangiare! Una torta che io preparo come antipasto nei pranzi speciali o come secondo piatto nei banchetti informali.
Per una torta (circa 8 porzioni) occorrono: Per la pasta brisè 250 g di farina, 1 presa di sale, 125 g di burro a temperatura ambiente, 1 tuorlo d'uovo, circa 3 cucchiai di acqua fredda.
Per una brisè piuttosto rapida ma comunque perfetta, occorre setacciare la farina su carta da forno insieme al sale, mettere nel frattempo il burro ed il tuorlo nel mixer ed azionare fino ad amalgamare bene, quindi agginguere l'acqua a filo. Unire la farina nel mixer ed azionarlo ad intermittenza fino a farla assorbire del tutto. Infine trasferire il composto sulla spianatoia e lavorarlo un poco per formare una palla da riporre in frigo, avvolta nella pellicola, a riposare per una trentina di minuti.
Per la cottura occorre poi stenderla su teglia rotonda, punzecchiarla con una forchetta e coprirla con carta da forno e fagioli secchi. Passare la base così ottenuta in forno caldo a 180° per circa 10 minuti, quindi togliere fagioli e carta e completare riinfornando per altri cinque, sette minuti.
Per il ripieno occorrono invece: olio evo, 3 cipolle bianche affettate molto sottili, 2 spicchi d'aglio ben tritati, 200 g di patate, 200 g di salsiccia (io uso quella di prosciutto), senza pelle e schiacciate, 1 cucchiaio di farina, 3 cucchiai di salsa di pomodoro, alcuni pomodori secchi tagliati a pezzi, basilico, maggiorana, timo, salvia, finocchietto, 100 g di mascarpone cremoso, sale e pepe.
Si inizia scaldando poco olio in una capiente casseruola nella quale aggiungere l'aglio e la cipolla e lasciarli stufare con tre cucchiai di acqua, a fuoco basso e con il coperchio, per circa un'oretta. Girare di tanto in tanto. A cottura ultimata, far raffreddare.
Nel frattempo bisogna sbucciare e ridurre in dadini le patate, farle scottare brevemente in acqua bollente e metterle da parte.
In un'altra padella scaldare pochissimo olio e far rosolare un poco la salsiccia schiacciata. Dopo circa 5 minuti aggiungere la farina e la salsa di pomodoro, i pomodori secchi, le erbe lavate e tritate al coltello, sale e pepe. Mescolare e lasciare cuocere per altri 5 minuti, quindi unire anche le patate sbollentate.
Trasferire il ripiene nella base di brisè, cospargere la superficie con abbondanti fiocchi di mascarpone e completare con uno strato di cipolle stufate.
Completare la cottura della torta nel forno per altri 25 minuti circa (le cipolle non devono mai scurire troppo).
Questa ricetta, originariamente presa da una raccolta di "Sale&pepe" di diversi anni fa, ha poi subito alcune modifiche in base ai miei gusti ed alle mie esigenze. Vi assicuro, è buonissima!

sabato 12 giugno 2010

TRANCETTI MORBIDI CON LAMPONI E FRAGOLINE DI BOSCO

L'estate ormai tanto vicina porta con se sapori, profumi, colori del tutto nuovi. Il rosso trionfa sulla mia tavola e mi piace moltissimo! Le sue sfumature cromatiche mettono tanta allegria!
Questo è un dolcetto rapido e assolutamente semplice ma che risulta gustoso e dal gusto pieno, estivo, fresco... Una sorta di clafoutis appena rivisitato per far posto alle mandorle che ben si amalgamano alla frutta dolcissima.
E' un dolce per ogni occasione, da servire a proprio piacere con panna montata o in purezza.
Le fragoline di bosco sono state "l'ingrediente in più", inusuali nei mercati cittadini e talmente saporite da aver portato il sole direttamente nel piatto!
Occorrono: 50 g di farina, 50 g di fruttosio, 170 mo di latte, 1 uovo intero, 40 g di mandorle tritate a farina, essenza di vaniglia, 150 g fragoline di bosco, 100 g lamponi freschi, burro per lo stampo, zucchero a velo per servire.

Dopo ever pulito accuratamente la frutta, accendete il forno a 180°. Sbattete poi l'uovo insieme al fruttosio e all'essenza di vaniglia, quindi aggiungete la farina setacciata e le mandorle amalgamando il tutto. In ultimo versate il latte a filo.
Imburrate una pirofila in ceramica, disponetevi le fragoline ed i lamponi interi, versatevi adagio il composto realizzato.
Ponete nel forno a cuocere per circa trenta minuti.
Lasciate stiepidire, tagliate il dolce a trancetti e servitelo spolverato di zucchero a velo.

mercoledì 9 giugno 2010

PANE DI KAMUT E FARRO CON ERBE DELL'ORTO, SEMI E OLIVE

Di gite domenicali estive in campagna ho pieni i ricordi. Una me stessa bambina, felice di girovagare per un giorno tra distese di verde, alberi svettanti, protesi al cielo, fronde rumoreggianti ma di un suono gentile e rasserenatore... Ho pieni i ricordi di profumi, dell'acre sentore della brace ardente, dei dolci semplici, fatti di farina, uova e burro, del pane.
Ho impressi negli occhi della mente i colori sgargianti della natura in festa, il rosso dei frutti succosi, dalla polpa dolcissima e consistente, l'arancio delle primizie e il verde, soprattutto il verde, che si distendeva a perdita di vista e di fiato...
Quei profumi ritrovo sovente nella mia cucina. in questa stagione con particolare attenzione colmata di ingredienti che esprimano il calore, la dolcezza di cui può essere pieno un momento... alle volte persino "per sempre". E così magicamente il tempo stesso si ferma e si confonde per donare un eterno terreno insospettabile sul momento!
Di gite domenicali ho piena la fanciullezza, di paesini arroccati e vecchine dallo sguardo acquoso e sapiente, mani addestrate ed esperte a compiere gesti rituali di una cucina antica tramandata senza prestarci attenzione e poi rimasta a monito delle "cose buone"...
Il profumo del pane diventa una magia di ineguagliabile sentimentalismo e fa sentire sereni, in pace con il mondo e con gli uomini... Bene con se stessi.
Questa è una mia ricetta, un mio sapore, una mia fragranza... un tocco di estate e di fanciullezza...

Per una pagnottina di circa 700 g occorrono: 200 g di farina di kamut, 120 g di farina di farro, 15 g di lievito in polvere, un cucchiaino di fruttosio, un pizzico di sale, olive verdi condite con olio e timo (di mia produzione casalinga ma sostituibili con quelle in vendita nei supermercati), semi di lino dorati, erbette dell'orto tritate a sabbia (sottilissime, al coltello). Io utilizzo menta, basilico e timo ma potete scegliere le vostre preferite. Le quantità delle erbe sono a vostra discrezione, per me circa 50 g.
Lavorate le farine e i semi con il lievito e le erbe, unite quindi lo zucchero e circa 200 ml di acqua appena tiepida. Impastate ed unite il sale e le olive. Proseguite impastando fino ad ottenere una pasta omogenea quindi formate una palla e lasciatela lievitare per circa quarantacinque minuti. A questo punto lavorate ancora brevemente e riponete di nuovo a lievitare in luogo tiepido, coperto con un canovaccio inumidito. Dopo circa un'ora infornate la pagnottina su una teglia unta, in forno già caldo a 200°. Lasciate cuocere per un'altra oretta.

Lo stesso pane può essere realizzato utilizzando una macchina panificatrice.

Di ricordi di gite in campagna ho pieni i ricordi... del profumo del pane, fortunatamente, posso ancora bearmi....