Diario di un viaggio nel gusto

Questo blog è il diario di un'avventura che inizia, la mia avventura, condotta per sentieri che non mi sono del tutto nuovi ma che attraverso il loro andare mi condurranno ad esplorare nuovi lidi.... il verde è il colore che predominerà la mia strada, il suo profumo ne sarà l'aroma allietante e suadente... un percorso gastronomico, il mio, di vita, di credo... una scelta, uno stile, il mio ritmo... ricette che trarranno dalla terra il proprio profilo, che dell'erba avranno la gentilezza e la delicata essenza, il sapore avranno della semplicità e dei sensi saranno stimolo e soddisfazione.... Un viaggio nella cucina... con la creatività e la curiosità che sempre portano lontano...

umorale

umorale
trasparenze autunnali

domenica 12 dicembre 2010

SALAME DI CIOCCOLATA

Ho appreso di recente che anche il salame di cioccolato è annoverabile tra i dolci tipici del periodo natalizio, io lo preparo spesso perchè è velocissimo, buonissimo e non richiede cottura. E' un dolce da preparare con i bambini o da fare in un ritaglio di tempo davvero esiguo concedendosi però una vera leccornia. Se si ha un pò più di tempo e si desidera farne una versione scenograficamente strabiliante, allora è possibile renderlo davvero molto molto simile al lontano parente da cui prende il nome... come ho fatto io, con semplice spago da cucina e zucchero a velo.
Questa versione ha origini marchigiane ed è la stessa identica che ho assaggiato per la prima volta.
Mi trovavo in un paesino delle Marche (appunto!), un borghetto di "poche anime" e poche case, dove al mattino passava il furgoncino del panettiere per vendere le sue mercanzie dolci e salate. Il camino era sempre aceso e sotto alla brace i parenti di allora cuocevano la crescia, una pizza di farina di mais dal sapore indimenticabile, spalmata di ciauscolo e abbrustolita...
In quel luogo per me ancora oggi incantato, tra quella gente genuina e amorevole ho mangiato il "salame di cioccolata" della zia!
Un amore incondizionato, immediato, indissolubile...
In memoria di quel tempo ed in onore di questo semplice, squisito dolce, ecco la ricetta tramandatami da una signora gentile e dal sorriso luminoso!
Per un salame piuttosto grande occorrono: 2 uova, 150 g di burro chiarificato (possibilmente sciolto ma anche ammorbidito semplicemente va benissimo), 400 g di biscotti secchi sbriciolati grossolanamente (io utilizo gli oro saiwa), 70 g di cacao amaro, 200 g di zucchero semolato (o fruttosio, come nel mio caso), un goccino di rhum o di marsala. Carta da forno.
Eventualmente per decorare, zucchero a velo e spago da cucina.
La preparazione è assolutamente semplicissima, occorre soltanto amalgamare bene tra loro tutti gli ingredienti lavorandoli a lungo con le mani. Iniziate mescolando zucchero e uova, quindi unite i biscotti e via via tutto il resto.
Una volta ottenuto un composto uniforme, avvolgetelo in un bel foglio di carta da forno e dategli una forma di cilindro.
Se volete decorare il dolce, legatelo con spago da cucina dopo aver leggermente premuto con il retro della lama di un coltello lungo la superficie a disegnare la trama tipica di un salame (a grata) e fate in modo che lo spago si posi proprio sul disegno da voi tracciato.
Lasciate riposare il salame in frigorifero per almeno tre ore prima di servirlo.
Per portarlo in tavola, togliete lo spago, togliete la carta forno e rilegate epoi sattamente come prima utilizzando dello spago nuovo. Spolverate di zucchero a velo tutto intorno avendo cura di spalmarlo ovunque con la mano per dare proprio l'effetto della pellicola del salame insaccato.

mercoledì 8 dicembre 2010

CANNELLONI AL RADICCHIO E PROVOLA CON SPECK E NOCCIOLE

Si avvicina a grandi passi il Natale, con le sue tavole sfarzose, le stoviglie scintillanti, le lucine intermittenti che già da sole riescono a scaldare il cuore...
Si avvicina a grandi passi il tempo delle cene sontuose e della convivialità per eccellenza, il tempo dei pranzi ricercati, il tempo dei sapori che "rimarranno" nei ricordi dei bambini, indelebili, legati ai momenti di gioia ed armonia...
E' già tempo di pensare al menù delle feste, è tempo di sperimentare, è tempo di cucinare!
Questi cannelloni li ho realizzati per una cena a domicilio, hanno un sapore deciso, caratterizzato dalle note affumicate di speck e provola. Sono squisiti!
Rappresentano una di quelle portate intorno alle quali costruire la scaletta del gusto che si intende conferire ad un pasto e sono ideali per una cena importante.
Con una decorazione di maggiore effetto rispetto a quella che propongo io (che li ho serviti in semplicità!), conquistano, in aggiunta al gusto che è già di per sè trionfante, un aspetto di grande scena e di resa visiva notevole. La ricchezza delle consistenze (che sono varie e ben amalgamate) ne fa del resto un susseguirsi al palato di bocconi prelibati!
Per i cannelloni occorrono (per circa sei quattro porzioni): 500 g di farina, 2 uova, acqua q.b.
Impastare la farina con le uova poste nel centro della fontana, aggiungere acqua in base all'occorrenza. Stendere con il mattarello infarinato, su piano anch'esso infarinato (o utilizzando l'apposita macchina, quindi ricavare dei rettangoli che, una volta farciti, saranno avvolti per formare i cannelloni.
In alternativa si possono utilizzare cannelloni secchi già pronti.
N.B. Io ho realizzato una pasta all'uovo molto leggera, che prediligo sempre nel caso di paste ripiene. Per la pasta all'uovo classica invece le proporzioni più adeguate tra farina e uova sono di 1 uovo ogni 100 g di farina. Un trucchetto utile per non eccedere aggiungendo l'acqua è di posizionare una ciotolina con acqua accanto al piano di lavoro e di bagnarsi le mani durante la fase di impasto. in questo modo si aggiungerà sempre pochissima parte liquida.
Per il ripieno occorrono: 700 g di radicchio rosso lungo, 150 g di provola affumicata, 100 g di bacon a fette, 100 g di speck a fette, nocciole in granella, burro q.b., olio, sale e pepe.
Iniziate facendo stufare il radicchio, lavato, scolato e tagliato a striscioline sottili, in una padella capiente con burro, sale e pepe fin quando non sarà del tutto appassito ed ammorbidito, quindi spengete la fiamma e lasciate raffreddare. Unitevi la provola ridotta a pezzettini.
tritate ora in striscioline sottili il bacon e lo speck e fate rosolare entrambi insieme alle nocciole tritate in una casseruola con altro burro. Fate riposare.
Per la salsa besciamella occorrono: 50 g di farina setacciata, 50 g di burro, 600 ml di latte, 2 scalogni, noce moscata in polvere, sale e pepe.
Sciogliete il burro in una casseruola e fatevi appassire gli scalogni tagliati a rondelle sottili, aggiungete la farina, quindi il latte tiepido, la noce moscata, sale e pepe e, mescolando con una frusta, cuocete fin quando la salsa non si sarà ben addensata.
La besciamella deve addensare in base ai vostri gusti, a me piace molto soda e così l'ho infatti proposta sui miei cannelloni.
Per completare farcite i cannelloni con il composto di radicchio e provola, dopo averli cotti al dente in acqua salata addizionata con un filo d'olio (questo accorgimento farà si che i cannelloni non si "appiccichino" risultando difficilmente lavorabili). Nel mio caso ho naturalmente cotto i rettangoli di pasta che ho poi farcito ed arrotolato. Disponeteli poi in una pirofila imburrata, distribuitevi sopra la besciamella quindi il trito croccante di speck. Coprite la pirofila con carta alluminio, quindi infornate, nel forno già caldo, a 200° per circa venti minuti.
Serviteli in piatti individuali, ben caldi.

venerdì 3 dicembre 2010

SEMIFREDDO ALL'ARANCIA

Cena a domicilio ieri sera, una cena al femminile, per sette amiche/colleghe di lavoro. Una casa estremamnete accogliente, con il caminetto acceso nel salotto arredato in legno scuro, con le tende pesanti alle finestre raccolte da nastri. Una scala che conduce al piano superiore, mobili antichi, tappeti. Una casa calda e rassicurante per una cena a domicilio easy, tanto per stare insieme, ma anche gustosa, per alimentare le chiacchiere e rendere allegro lo scorrere del tempo.
Una cena al femminile quindi e, di conseguenza, un dolce delicato, vagamente fruttato, ideale per signore raffinate.
La pioggia non ha cessato di scendere vigorosa e di inondare le strade, il giardino circostante e la notte tutta... ma che serata gradevole si è animata intorno alla tavola!
Questa torta ha un sapore leggero, dolce, fantastico. Già nel preparare la crema, l'assaggio "crudo" mi aveva entusiasmata! Una bontà di rara assolutezza. Le arance (e tutti gli agrumi) nei dessert restituiscono una pienezza invernale unica, che mi piace molto. Questo dolce credo sia perfetto sulla tavola natalizia e personalmente non me ne priverò.
Le ragazze ieri sera hanno terminato le loro fette e l'intera torta... in un batter di ciglia!! Sono stata molto soddisfatta del mio lavoro!
Ho tratto la ricetta dalla rivista Cucinare bene serie oro del mese di dicembre. Mi aveva concuistata al primo sguardo!
Per una torta da dieci porzioni occorrono: per il pan di spagna: 4 uova, 170 g di zucchero a velo, 50 g di farina e 50 g di fecola di patate, sale fino, burro per lo stampo e 3 arance.
Sbattete in una ciotola i tuorli con lo zucchero quindi montate a parte le chiare a neve ferma, con un pizzico di sale. incorporate gli albumi ai tuorli, dal basso verso l'alto, quindi unite farina e fecola setacciate. Lavorate il tutto con la frusta elettrica. Lavate una delle arance, grattugiatene la buccia e versatela nel composto. Amalgamatela.
Scaldate infine il forno a 180°, versate uniformemente l'impasto in una placca ricoperta di carta forno imburrata e fate cuocere per circa dieci minuti (deve colorarsi un poco). Sfornate e lasciate raffreddare.

Per la farcitura: 200 g di ricotta di mucca, 200 ml di panna fresca, 2 uova, 80 g di zucchero a velo, 60 g di zucchero semolato, liquore all'arancia (io ho utilizzato del cointreau).

Lavorate la ricotta con 20 g di zucchero a velo e 20 ml di liquore, quindi montate i tuorli con altri 20 g di zucchero a velo e a parte gli albumi a neve ferma con lo zucchero semolato. Infine montate la panna con lo zucchero a velo rimasto. Deve risultare gonfia e morbida. Mescolare tutti gli ingredienti montati, dall'alto verso il basso, utilizzando una frusta a mano. Per completare: pistacchi e nocciole tritati, grappolini di ribes fresco, zucchero a velo.

Ricavate dal pan di spagna due dischi uguali. Ponetene uno sul fondo di una teglia circolare dal bordo apribile, rivestita di pellicola alimentare. Bagante il disco di pan di spagna con liquore addizionato ad acqua, quindi versatevi sopra il composto cremoso della farcia. Livellate la farcitura e ponete in freezer a riposare, coperto con dell'altra pellicola, per almeno 4 ore.

Prima di servire, completate la preparazione. Togliete la pellicola dalla superficie del dolce, estraete quest'ultimo dalla teglia e mettetelo sul piatto da portata. Adagiatevi sopra il secondo disco di pan di spagna (che dovrete pennellare a sua volta con la mistura di liquore ed acqua) quindi decorate l'intero perimetro della torta con fette di arancia opportunamente tagliate. Disegnate sulla superficie un cerchio utilizzando la granella di pistacchi e nocciole, ponete quà e là i grappolini di ribes ed infine ricavate due fette piuttosto sottili di arancia, che utilizzarete per il decoro centrale.
Servite spolverizzato di zucchero a velo.

L'effetto scenico, il gusto ed il successo sono assicurati!

domenica 28 novembre 2010

INSALATA AI FRUTTI DI BOSCO, NOCCIOLE, FUNGHI E SALSA ROSSA

Questa ricetta è estremamente semplice, rapidissima da realizzare, leggera, eppure dona un tocco di allegria alla tavola. Gli ingredienti sono piuttosto stagionali, il profumo dei funghi inebria e insaporisce riccamente le tenere foglie mentre le nocciole restituiscono la croccantezza ad una preparazione altrimenti molto soffice. I frutti di bosco, rigorosamente maturi e dolcissimi, completano il gusto con note di bosco più delicate, il tutto in un insieme impreziosito dalla salsa rossa. dolce a sua volta ma anche leggermente agrumata... Un contorno raffinato nella sua semplicità... Stupefacente!
Le dosi sono naturalmente tutte indicative, potete prediligere un ingrediente piuttosto che un altro per caratterizzare il piatto a vostro piacimento, senza alterarne l'equilibrio d'insieme.
Occorre: insalatina mista di campo, funghi misti (porcini, prataioli, chiodini), mirtilli neri, lamponi, more, nocciole sgusciate e tritate a granella, olio evo, sale, succo d'arancia.
Lavate bene l'insalatina e fatela asciugare completamente, fate altrettanto con i frutti (lasciandone da parte una manciata abbondante per la salsa) e con i funghi. Fate saltare per pochi istanti i funghi affettati finemente in poco olio evo, salate e lasciate intiepidire.
In una ciotola da portata sistemate poi l'insalatina, i frutti ed i funghi. quindi preparate la lasina.
Ottenete dai frutti tenuti da parte il succo in purezza (usando una centrifuga, in alternativa utilizzate del semplice succo di frutti di bosco già pronto), stemperatevi dentro un cucchiaino raso di sale, quindi aggiungete il succo di arancia (non troppo per lasciare che la dolcezza dei frutti prevalga) e dell'olio evo. Emulsionate a lungo.
Versate una perte della salsa sull'insalata già pronta e lasciatene un pò da servire a parte in una ciotolina. Infine spolverate il tutto con le nocciole tritate.
Ideale sarebbe servire questo piatto con i funghi ancora tiepidi ma anche se freddi il gusto è davvero molto buono.

mercoledì 24 novembre 2010

PIE DI RICOTTA, CANDITI E CIOCCOLATO

Una ricetta e un "breve" racconto...
La ricetta.
Per un pie di circa otto porzioni occorrono: 170 g di farina, 1 uovo grande, 140 g di fruttosio (o zucchero semolato), 50 ml di olio evo, 1/2 bustina di lievito in polvere, 10 ml di latte, 200 g di ricotta di mucca, la scorza grattugiata di 1 arancia, 40 g di cioccolato fondente, canditi misti q.b., cannella in polvere, zucchero a velo per decorare.
In una ciotola versate la farina, 70 g di fruttosio, poi l'uovo, l'olio ed il lievito sciolto nel latte, amalgamate rapidamente quindi formate una palla, avvolgetela in pellicola da cucina e lasciate riposare per circa trenta minuti. Infine dividete l'impasto in due parti (di cui una deve essere un poco più grande) e stendetele entrambe con il mattarello ad uno spessore di circa mezzo centimetro.
Foderate uno stampo circolare di carta forno e posizionatevi il disco di diametro maggiore facendone strabordare il perimetro (come per una crostata), poi preparate il ripieno.
Lavorate in una ciotola la ricotta con lo zucchero rimasto, quindi aggiungete la scorza d'arancia, i canditi tagliati a cubettini, la cannella ed il cioccolato spezzettato grossolanamente. Farcite il disco già posizionato nella tortiera con il composto di ricotta, poi coprite con l'altro disco e bucherellatelo quà e là. Ripiegate i bordi lungo tutto il perimetro per chiudere completamente il pie.
Infornate per circa 40 minuti nel forno già caldo a 180°.
Sfornate, fate raffreddare e spolverizzate la torta con lo zucchero a velo. Servire.
Il racconto.
C'è stato un tempo in cui la mia famiglia era numerosa. Un tempo lontano.
C'è stato un tempo in cui al mattino la casa era piena di profumi ed il suono più acuto che riuscivo a sentire, aprendo gli occhi nel mio lettino di bambina, era il borbottio di una pentola che nascondeva il suo banchetto. Era il tempo in cui la colazione mi attendeva pronta sulla tavola ed in cui il mattino aveva una luce dorata che preludeva a giornate spensierate. A quel tempo, talmente distante nei miei ricordi da essere un poco evanescente, appartiene una torta che era "la torta", quella di famiglia, quella che si mangiava spesso, soprattutto alla domenica... perchè forse di fantasia in cucina ce ne era pochina, ma di amore, di unione, di dedizione... di questo c'era grande abbondanza.
"Torta domani mattina"? La voce della mia mamma (ma che voce aveva?...) mi coccolava e mi entusiasmava moltissimo e i miei sogni divenivano lieti, semplici, colorati. L'idea della torta era un pensiero emozionante!
La mamma sceglieva la ricotta con cura ma i canditi li comprava proprio sotto casa, nel negozio di alimentari all'angolo (!). Non che fossero così saporiti, ma erano colorati e davano un tocco di allegria ad ogni fetta.
C'è stato un tempo, che quasi non ricordo più, in cui il pie di ricotta e canditi aveva il sapore dolce delle domeniche mattina in famiglia, con l'alba che arrivava tardi e il sugo che ribolliva, ribolliva, ribolliva...
Quel tempo oggi riesce ad evocarlo in me unicamente "un morso"... la pasta e la farcia che si mescolano sul palato... ed improvvisamente è di nuovo domenica... è di nuovo luce dorata, è di nuovo la voce della mia mamma ... e allora ricordo improvvisamente che tono avesse e quanto fosse infinitamente dolce!
Per finire.
Questa torta è molto delicata. Ha un aspetto rustico e si presta ad essere arricchita a proprio piacimento. Ne ho ritrovato una ricetta davvero simile a quella che preparava la mia mamma quando ero bambina, circa un anno fa, su una rivista. Sono stata felice. Non soltanto è deliziosa, è anche casa, famiglia, amore e ricordo...
...per questo con il pie di ricotta, canditi e cioccolato, partecipo al contest di Meggy. Trovo sia davvero carino, originale e con una sferzata di genuinità in più, ...proprio come è lei!

lunedì 22 novembre 2010

TERRINA DI NOCI E FORMAGGI

Mi piacciono molto i formaggi in genere. Hanno sempre un retrogusto di genuinità ed un sapore che ha molto della campagna. Rimandano i miei pensieri a ricordi lontani nel tempo, di una me bambina, spensierata e gaia, che si affaccendava tra fili d'erba e sterminate radure verdi per raccogliere fiori da regalare alla mamma. Il mio papà si alzava di buon'ora e con gli zii si recava in alta montagna, a fare passeggiate salutari, mentre il giorno non ancora nato riportava lentamente la veglia a noi bambini.
Solitamente tornava con latte fresco, appena munto, e con fette di formaggio fresco, caciottine di pecora o mucca, dal profumo di animale, di pascolo, di erba...
Era una goduria mangiarne fette sottili adagiate sul pane brustolito nel camino. Una vera gioia per il palato ma soprattutto per le emozioni che allora sapevano di buono, di enfatico, di fantastico... Mi affacciavo alla vita con le migliori promesse nel cuore!!
Del formaggio conservo ancora oggi il mito. Cibo semplice, povero, eppure sapientemente realizzato dalle mani dell'uomo. Figlio della natura, certamente, ma di quella derivato alchemico, frutto di lavorazione e tempo... di sole, di aria...
Questa terrina racchiude molti formaggi, molti profumi e sapori. La sua consistenza è tenera ma non spalmabile, il suo insieme un tripudio di gusto, di campagna, di domeniche assolate...
La realizzo di tanto in tanto, per ritrovare nel mangiarla quella stessa gioia genuina. Funziona!
E' ideale come antipasto, se piace, accompagnata da ottimo miele... Allora il gusto è completo.
Per una terrina da circa otto porzioni occorrono: 100 g di burro chiarificato, 100 g di stracchino allo yogurt, 100 g di taleggio, 100 g di gorgonzola, 130 g di fontina valdostana a fette, noci q.b.
Lavorate in una terrina metà del burro ammorbidito a crema e tenete da parte, quindi mescolate l'altra metà con il gorgonzola e riduceteli in un composto spumoso. In un'altra ciotola incorporate lo stracchino al taleggio, mescolandoli bene.
Foderate uno stampo a cassetta con carta alluminio, qindi rivestitelo con uno strato di fette di fontina. Sformatevi sopra uno strato di burro e gorgonzola, quindi livellatelo e ponetevi sopra i gherigli di alcune noci già sbucciate e separate. Coprite le noci con uno strato di stracchino e taleggio, quindi fate un secondo strato di noci. Infine, spalmate su queste il burro al naturale tenuto da parte. Completate con uno strato di fette di fontina, comprimete un poco per livellare i formaggi e richiudete con altra carta alluminio.
Lasciate riposare la terrina in frigorifero per almeno due ore a rassodare.
Prima di servire, sformate su un piatto da portata rovesciando lo stampo e decorate la superficie con altri gherigli di noci.
Mettete in tavola una ciotolina di liele per accompagnare.
Con questa ricetta partecipo al goloso contest del blog: www.lericettedielisina.blogspot.com

sabato 20 novembre 2010

TORTA TENERA AL CIOCCOLATO E VANIGLIA

Questa è l'altra torta realizzata un mesetto fa per il compleanno di mia sorella. E' un dolce molto semplice, veloce nella preparazione e di grande effetto. A tutti i bambini presenti alla cena per il festeggiamento è piaciuta tantissimo. Ha una consistenza morbidissima e scioglievole che la rende davvero unica. Per tutti gli amanti del cioccolato questa torta tenera tenera è un vero "godimento"!!
Dal giorno del compleanno di mia sorella l'ho preparata altre volte perchè appartiene a quella categoria dolcissima del confort food. Nei pomeriggi invernali, quando il cielo carico di pioggia scurisce presto, si trasforma in una coccola appagante e "delizievole"!
Per una torta di circa 22 cm (otto porzioni) occorrono: 250 g di cioccolato fondente, 150 g di burro, 5 uova, essenza di vaniglia (a vostro piacere, per me 1 fialetta), zucchero a velo q.b., ciliegie candite (per decorare).
Fate fondere il cioccolato in pezzi a bagnomaria, quindi aggiungete il burro in tocchetti, mescolate e fatelo sciogliere.
Spengete il fuoco e unite lo zucchero continuando a girare. Amalgamate il tutto.
A questo punto unire un tuorlo alla volta, incorporandoli velocemente, e aromatizzate con la vaniglia.
Montate a neve le chiare con un cucchiaino di zucchero, poi, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto, amalgamatele all'impasto.
Imburrate uno stampo e e versatevi il composto ottenuto.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. A cottura ultimata (l'interno deve rimanere morbido ed umido), sfornate, sformate, fate raffreddare per pochi minuti, quindi spolverizzate con lo zucchero a velo e decorate con le ciliegie candite.
Servite, possibilmente, tiepido.