Diario di un viaggio nel gusto

Questo blog è il diario di un'avventura che inizia, la mia avventura, condotta per sentieri che non mi sono del tutto nuovi ma che attraverso il loro andare mi condurranno ad esplorare nuovi lidi.... il verde è il colore che predominerà la mia strada, il suo profumo ne sarà l'aroma allietante e suadente... un percorso gastronomico, il mio, di vita, di credo... una scelta, uno stile, il mio ritmo... ricette che trarranno dalla terra il proprio profilo, che dell'erba avranno la gentilezza e la delicata essenza, il sapore avranno della semplicità e dei sensi saranno stimolo e soddisfazione.... Un viaggio nella cucina... con la creatività e la curiosità che sempre portano lontano...

umorale

umorale
trasparenze autunnali

lunedì 1 novembre 2010

ROTOLO AL CAFFE' CON FARCIA AL BURRO E FRAGOLINE CANDITE

Giorno di festa piovoso e fresco, il cielo è imbrunito presto sotto al manto scuro delle spesse nuvole. Roma è sembrata una città addormentata per tutto il tempo. Silenziosa città resa lucida dalla grande quantità di acqua che le si è riversata addosso... E improvvisamente l'autunno si è vestito di inverno e il tepore di casa è divenuto un rifugio rassicurante e benevolo. Una maglia di lana, le vetrate affacciate sulla strada quasi deserta, il forno acceso.
La cucina è un nido accomodante, una torta farcita è una coccola che dissipa ogni malinconia e riporta la dolcezza dei semplici gesti, dei sorrisi, delle tazze fumanti di tè.
Un giorno di festa piovoso e nel forno una torta che è una festa. Questo rotolo coniuga sapori e consistenza diverse in un insieme di dolcezza che riempie il palato. Il biscotto del rotolo è soffice e profumato mentre la crema al burro è una golosità per nulla stucchevole. Le fragoline candite (non indispensabili) sono un incontro inaspettato tra i denti, morbide e zuccherine, appena un accenno al ricordo dell'estate ormai lontana.
Per il biscotto: 75 g di farina, 75 g di zucchero, 1 bustina di vanillina, 2 uova grandi, mezzo bicchiere di latte, 2 cucchiai di caffè solubile.
In una ciotola montare bene lo zucchero con i tuorli, il caffè e la vanillina fino ad ottenere un composto spumoso, quindi unire la farina setacciata e il latte ed amalgamare il tutto. Montare quindi le chiare a neve ferma ed aggiungetele delicatamente all'impasto. Versare in una placca ricoperta con cartaforno e porre in cottura, nel forno già caldo a 170°, per circa 10 minuti.
Appena cotta sfornarla e, aiutandosi con un canovaccio, arrotolarla su stessa. Far raffreddare a temperatura ambiente.
Per la crema al burro: 100 g di burro morbido, 70 g di zucchero a velo setacciato, 15 g di tuorli, 15 g di zucchero semolato, circa 5 g di acqua e un goccio di Porto.
Portare a bollore l'acqua con lo zucchero semolato (facendo attenzione a non farlo bruciare vista l'esigua quantità) e lasciare sobollire per un paio di minuti. Iniziare quindi a montare i tuorli versandovi a filo lo sciroppo di zucchero appena realizzato. *
In una seconda ciotola montare per bene il burro marbido con lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto cremoso. A questo aggiungere i tuorli montati ed amalgamare. In ultimo unire alla crema il liquore e mescolare.
Srotolare ora il biscotto raffreddato, spalmarlo ampiamente con la crema al burro, evitando di arrivare fino ai bordi, e spergere quà e là le fragoline candite sbriciolate grossolanamente in pezzetti. Riarrotolate il biscotto, rifinire se occorre i due lati esterni, tagliando una sottile fetta da ambo le parti e metterlo in frigo a riposare in attesa che sia pronta la copertura al cioccolato.


*Questa operazione è perfetta con la planetaria, utilizzando magari quantità doppie di ogni ingrediente; utilizzando invece le fruste elettriche occorre fare attenzione a non far colare lo sciroppo direttamente sulle eliche poichè si raffredderebbe istantaneamente lasciando sulle stesse dei filamenti caramellosi. In questo caso comunque non ci sarebbero grandi problemi, si dovrebbe continuare a montare i tuorli quindi lavare in acqua ben calda le fruste.

Per la copertura: 60 g di burro, 120 g di cioccolato fondente, 50 g di zucchero, 100 g di panna fresca.
Fondere il cioccolato a bagnomaria, quindi unirvi lo zucchero ed il burro a pezzetti ed amalgamare il composto. Spegnere immediatamente il fuoco ed unire la panna. Mescolare ancora.
Versare infine la glassa (piuttosto densa) sul rotolo e spalmarla bene aiutandosi con una spatola.
Riporre in frigo per almeno un paio d'ore a rassodare e guarnire, prima di servire, con fragoline candite o ciuffi di panna montata.
Questo dolce è ottimo appena tolto dal frigo ma può essere gustato anche qualche minuto dopo, risultando un poco più morbido.

domenica 31 ottobre 2010

MUFFINS SALATI AL PESTO DI PORCINI E NOCCIOLE CON PRIMOSALE

Domenica, ultimo giorno del mese di ottobre, una giornata ugiosa su Roma, il cielo è carico di nuovole scure e la pioggia non tarderà a scendere copiosa. In una giornata così mettersi in cucina a sperimentare sapori è l'ideale. Sento l'inverno avvicinarsi in un insieme di attesa trepidante, piena di propositi, e di ansia, ma questo sarebbe complicato da spiegare... La cucina è un luogo magico, ancora di più in questo momento, ancora più intima, ancora più speciale.
Nuove combinazioni di gusto, altre ricette nelle quali la stagione è la predominante unica. Questa volta ho scelto i funghi più nobili e le nocciole, il cui solo nominarle accende nel mio immaginario visioni di boschi rossi, gialli, ocra e profumi di terra umida e di benessere...
Questi mufins sono delicati nelle note olfattive, hanno un gusto ed una consistenza leggere, nuvole di sapore che colmano il palato ma anche le sensazioni... Sono davvero buoni.
Muffins salati al pesto di porcini e nocciole con primosale:
Per il pesto occorrono: 300 g di funghi porcini (anche surgelati), 2 spicchi d'aglio (di cui uno piccino), olio evo, due cucchiai abbondanti di nocciole tritate, foglioline di timo fresco.
Fate saltare brevemente i funghi a pezzetti in una padella con olio evo e lo spicchio di aglio più grande, salate e pepate. A cottura ultimata versate i funghi nel mixer, togliete lo spicchio di aglio cotto ed aggiungete invece quello piccolo, poi unite le nocciole, le foglioline di timo e olio evo q.b. (non deve risultare troppo unto nè liquido).
Per i muffins occorrono: 3 uova intere,100 ml di latte, 100 ml di olio evo, 3 cucchiai abbondanti di pesto di porcini e nocciole, 180 g di farina, 100 g di groviera grattugiato, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 70 g di primosale a dadini, sale, pepe e una bustina di lievito per torte salate.
In una ciotola mescolate le uova, il latte, l'olio ed il pesto, quindi aggiungete la farina setacciata, il groviera, il parmigiano e il primosale. Amalgamate bene quindi salate e pepate. Infine unite al composto il lievito e mescolate delicatamente affinche si amalgami completamente.
Riempite con il composto dieci stampini da muffins e infornate nel forno già caldo a 170° per circa venti minuti. Spengete poi il forno e lasciatevi ancora i muffins per altri dieci minuti. Sfornate e servite tiepidi o freddi.

venerdì 29 ottobre 2010

RISOTTO ALLA ZUCCA CON SALSA AL GORGONZOLA

Dell'autunno adoro gli ingredienti stagionali come di nessun altro periodo dell'anno. Tra tutti il sapore dolce e vellutato della zucca mi conquista completamente. Scioglievole eppure corposa, versatile, adatta a piatti salati e aromatizzati così come in preparazioni dolci. Un ingrediente perfetto, da mangiara abbandonandosi al consolatorio tepore che ispira con le sue note gustative. Il colore arancione ne completa la magnificienza, rendendone splendida persino la veduta che reca ancor prima dell'assaggio una sensazione di benessere e serenità...
Adorandola (!) la sperimento in continue varianti, ricercandone gli abbinamenti più insoliti e particolari, ma senza disdegnarne le ricette più classiche e semplici. Nel risotto è tradizionale, con il gorgonzola è particolare.
Questa ricetta l'ho scovata sulla rivista Sale & Pepe, forse proprio di questo mese, in un servizio dedicato a "Le signore del risotto". Naturalmente non ho potuto resistere alla tentazione dell'assaggio.
Ne sono compiaciuta! E' un piatto saporito e gustoso, molto molto appetitoso, dalle cromie autunnali e dal sapore decisamente particolare. E' un piatto semplicemente buonissimo!
Per quattro porzioni occorrono: circa otto manciate di riso Carnaroli, 400 g di zucca, brodo vegetale, uno scalogno tritato, burro e parmiggiano grattugiato q.b., olio evo, sale e pepe.
Per la salsa al gorgonzola occorrono invece: 200 g di gorgonzola dolce, 100 ml di latte, un tuorlo d'uovo.
Procedete lavando ed affettando la zucca che poi porrete su una pirofila, coprendola con carta alluminio, e che cuocerete in forno già caldo a 170° per circa 50 minuti.
Una volta ben cotta eliminatene la buccia e passatela al passaverdure (oppure frullatela brevemente nel mixer).
Soffreggete poi lo scalogno in una padella capiente con del burro ed un giro di olio, quindi aggiungete il riso che farete tostare brevemente. Bagnate con il brodo caldo (che aggiungerete ancora all'occorrenza), unite la zucca frullata e fate cuocere. Il risotto dovrà risultare morbido, non liquido, nè troppo asciutto, regolatevi quindi accuratamente con il brodo. Io non ho aggiunto sale (avendo salato il brodo in cottura) ma voi controllate la sapidità del riso ed aggiungete una generosa spolverata di pepe.
In ultimo preparate la salsa. Portate a bollore il latte, quindi, fuori dal fuoco amalgamatevi il gorgonzola a pezzetti, mescolando fino a farlo sciogliere del tutto e poi unite anche il tuorlo che dovrete incorporare per bene.
Quando il risotto è pronto, spengete il fornello e mantecatelo con una noce di burro e del parmiggiano.
Distribuitelo nei piatti di portata e versatevi sopra la salsa ancora calda. Decorate a vostro piacimento con fettine sottili di zucca cotta oppure con una ulteriore spolverata di parmigiano.

martedì 26 ottobre 2010

PANINI DOLCI ALLE CASTAGNE

Quattro ospiti intorno alla tavola, un menù di ispirazione autunnale, contaminato dalla presenza del formaggio.
Questi panini li ho serviti in accompagnamento agli antipasti, aprendo la cena con sapori particolari e con un gioco di ingredienti in cui reminescenze dolci si alternavano alla predominanza di gusti salati.
Sono panini morbidi, aromatizzati perfettamente dalle castagne, ottimi anche al mattino, spalmati di marmellata. Semplici nell'esecuzione eppure davvero pieni di gusto e di personalità.
Li ho presentati in un bel cestino di vimini, con tovaglietta candida, un poco retrò, di ispirazione campagnola... un vero spettacolo di profumi e di aspetto!
Per circa quaranta panini occorrono: 350 g di farina, 150 g di farina di marroni (o di castagne), 50g di zucchero, 50 ml di latte, 200 g di uova sbattute, 25 g di burro, 1 panetto di lievito di birra (25 g), 1 pizzico di sale, 100 ml di acqua calda (se occorre), circa 70 g di castagne lessate e sbucciate (io ho usato dei marroni).
Sciogliete il lievito nel latte caldo, quindi unitevi le farine già miscelate ed unite allo zucchero. Aggiungete poi le uova al composto, iniziate ad impastare e per finire unite le castagne tagliate a pezzettini, il sale ed il burro morbido. Imastate (se occorre aggiungendo l'acqua calda per rendere più elastico il composto).
Quando avrete ottenuto un impasto liscio ed omogeneo, lasciate lievitare per una mezz'oretta.
Io ho sostituito questo procedimento con l'utilizzo della macchina per il pane. Ho versato nel cestello prima gli ingredienti liquidi, quindi tutto il resto, ho poi azionato il programma di solo impasto e lievitazione.
Ora formate tanti paninetti di circa trenta grammi ciascuno (infarinandovi spesso le mani), quindi fate lievitare ancora per una ventina di minuti ed infornate a 170°. La cottura è ultimata quando i panini avranno assunto un bel colore dorato. Sfornate e fate raffreddare.
Ho tratto questa ricetta dalla rivista Alice, sempre ricca di buoni spunti.
Il profumo ha in effetti pervaso la mia casa e il risultato è stato sorprendentemente buono, delicato, insolito.
Un pane da provare.
Se amate una consistenza più scrocchiarella nella parte esterna, vi consiglio di non aggiungere acqua nell'impasto e di alzare un poco la temperatura del forno, accorciando il tempo di cottura. Tuttavia, a mio giudizio, la fragranza di questo pane dolce è davvero deliziosa.
Ed ora due brevi righe per il contest candy di Francesca, del blog "Acquolina". Se non lo conoscete passate a guardare, il suo blog è un "luogo" incantevole nel quale la cucina trova davvero un suo spazio vitale perfetto. Amante, come me, dei lamponi, Francesca è una di quelle cuoche appassionate ed ispirate tra le cui righe è possibile scoprire ricettine entusiasmanti e trascorrere piacevolmente il tempo con letture tematiche sempre vivaci.... Imperdibile. Una delle mie amiche virtuali di maggiore talento e simpatia... Grazie "Frà"!!

sabato 23 ottobre 2010

CLAFOUTIS DI FETA, ZUCCHINE E PEPERONE

Adoro i clafoutis, dolci o salati che siano. Trovo abbiano una particolare alchimia nell'amalgamare i sapori attraverso la pastosità. morbida e scioglievole, del loro impasto di base.
Sono versatili, ottimi caldi ma gradevoli persino freddi. Sono piacevoli da vedere perchè lasciano trasparire gli ingredienti, rendendo un tributo a ciascuno...
Insomma, oggi clafoutis. Questa volta salato.
Per un clafoutis da quattro, sei porzioni occorrono:
4 uova, 75 g di farina, 1 zucchina, mezzo peperone giallo, 100 g di feta, circa 70 g di panna acida, olio evo, sale e pepe.
Iniziate preriscaldando il forno a 170°, quindi preparate la "mise en place", ovvero tutti gli ingredienti pronti all'uso. Tagliate la feta a piccoli cubetti, lavate e grattugiate la zucchina, sbucciate il peperone e riducetelo in piccoli pezzetti (io lo sbuccio direttamente al coltello, facendo attenzione a non portar via troppa polpa!), sbattete le uova in una bulle.
A questo punto unite alle uova la farina setacciata, mescolate accuratamente, poi unite al composto la panna acida. Mescolate ancora, ill'impasto deve risultare piuttosto liquido ed omogeneo. Aggiungetevi la feta, salate e pepate.
In una padella soffriggete la zucchina ed il peperone con poco olio, a cottura ultimata salate. Fate raffreddare un poco quindi unite le verdure al composto di uova e feta.
Versate il tutto in una pirofila in ceramica imburrata (o in stampini singoli) ed infornate per circa 25/30 minuti.
Servite un poco tiepido, tagliato in fette.
Io ho servito questo clafoutis, molto profumato ma al contempo assai delicato nelle note gustative, come antipasto ma è posibile utilizzarlo anche in veste di seconda portata in un pasto leggero.

mercoledì 20 ottobre 2010

TORTA DI MANDORLE AL LEMON CURD CON GLASSA AL FONDENTE

In questi giorni mia sorella ha compiuto gli anni. Come di consuetudine ha organizzato un piccolo buffet nella sala hobby della sua casa, in un ambiente rustico, pieno di legno, di profumi e atmosfere di campagna, con il grande camino (ancora spento) e le pareti laccate di un giallo paglierino che ben si abbina ai mattoni, al legno scuro, alle tendine ricamate che completano la sala.

Il suo compleanno è per me sempre un'occasione speciale dal momento che appartiene alle ritualità familiari, come la cena della Vigilia in cui si sgranocchiano frutta secca e croccante.

Al termine del buffet, immancabilmente si aprono le danze dei dolci.

Quest'anno ha chiesto a me di preparare le torte ed io mi sono sbizzarrita. Oltre a questa fantastica delizia, ho preparato una "Tenerina di cioccolato e vaniglia" che posterò più avanti, ma questa, vi assicuro, è stata sublime.

L'idea della varietà di dolci è figlia della cena consumata ormai tanti anni fa in una Posada portoghese (la Cosina Veja di Lisbona) nella quale, sotto le volte di un enorme camino faceva mostra delle proprie leccornie una tavola imbandita di torte, dessert di ogni fattura, budini, creme, pasticcini... Fu un incanto e fu "amore a prima vista" per lo stile decorativo che colmava il palto di dolcezza prima ancora di assaporare un solo boccone! Al suono "soffice" di un'arpa consumai il miglior fine pasto della mia vita!

Chiamata al lavoro (!) ho voluto omaggiare la mia sorella maggiore di qualcosa di molto simile...

La preparazione è un pò articolata ma il risultato è davvero notevole... e lodevole!!
Per una torta da circa dieci porzioni occorrono:

Lemon curd (che va preparato in anticipo di un giorno): 4 tuorli d'uovo, 190 g di zucchero semolato, 1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata, 60 ml di succo di limone appena spremuto, 75 g di burro chiarificato a pezzetti.

Sbattete i tuorli quindi uniteli in una casseruola con lo zucchero, la buccia e il succo di limone. Fate cuocere a fiamma molto bassa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Lo zucchero deve sciogliersi e la salsa addensarsi. Unite poi il burro e completate la cottura per altri cinque minuti, sempre su fiamma bassissima e mescolando. Quando il composto vela un cucchiaio trasferitelo in una ciotola, copritelo e fatelo rassodare in frigorifero per una notte intera.



Torta: 200 g di polvere di mandorle, 375 g di zucchero semolato, 350 g di burro chiarificato morbido, 1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata, 6 uova leggermente sbattute, 80 ml di succo di limone, 185 g di farina autolievitante.

Mescolate in una ciotola le mandorle con lo zucchero, quindi unitevi il burro e la scorza del limone. Mescolate a lungo, fin quando il composto non sarà piuttosto cremoso, poi unite gradatamente le uova. Infine, amalgamate al tutto il succo di limone e la farina già setacciata e continuate a mescolare.

Versate l'impasto nella tortiera imburrata e cuocete in forno a 160° per circa 45 minuti. Verificatene la cottura con uno stecchino.



Glassa al cioccolato fondente: 100 ml di panna fresca, 200 g di cioccolato fondente.
Versate la panna in un pentolino e portatela quasi ad ebollizione, quindi unite il cioccolato a pezzetti, togliete dal fuoco e mescolate fin quando tutto il cioccolato non si sarà ben sciolto. Lasciate raffreddare. Componete ora la torta. Tagliate in due dischi la base alle mandorle, spalmate accuratamente con il lemon curd il disco inferiore e riponetevi sopra l'altro facendo attenzione che il risultato finale non risulti visivamente scomposto. Ricoprite completamente con la glassa al fondente spalmandola tutto intorno con cura. fate rapprendere la glassa in frigorifero prima di servire.
Io ho decorato la mia torta con degli alchechengi freschi (dal gusto sorprendentemente dolcissimo e dalla resa ornamentale di spiccato effetto!) ma, naturalmente, è possibile lasciare il dolce in purezza oppure utilizzare decori di proprio gusto (meringhette, sottili fette di limone glassate, frutti rossi o quant'altro).
La forte presenza del limone, data dal lemon curd, dona alla torta un gusto molto particolare che si sposa benissimo con la dolcezza delle mandorle. La consistenza è morbida e pastosa al contempo e soprattutto mantiene una umidità che rendono speciale ogni singolo morso!

lunedì 18 ottobre 2010

ZUPPA DI RAPA ROSSA E PORRI CON PANNA ACIDA

Rosa perchè siamo donne, perchè la prevenzione è importante e perchè la solidarietà, l'unione, la condivisione rendono forti.
Rosa perchè la speranza è un colore delicato e gentile.
Rosa per ogni donna, in ogni angolo del mondo.
Ricette, parole, gesti, pensieri... tutti rosa, tutti per noi.
Oggi.
Per due porzioni occorrono: tre piccole rape rosse, un porro, brodo di verdure una tazza, latte fresco una tazza, panna acida tre cucchiai colmi, una noce di burro, olio evo, sale e pepe.Lavate le rape, avvolgetele in carta alluminio e cuocetele in forno già caldo a 160° per circa un'ora. Verificatene la cottura con uno stecchino di legno, quindi sfornatele, sbucciatele e tagliatele a dadini.
Mondate e lavate con cura il porro, affettatelo sottilmente e stufatelo in una noce di burro addizionata con due cucchiai di olio evo. Aggiungete le rape cotte e fate andare a fuoco lento per cinque minuti quindi aggiungete il brodo, fate stufare e ridurre.
Aggiustate di sale e pepe, poi, a cottura ultimata, togliete dal fuoco e frullate nel mixer.
A questo punto riportate il composto (già piuttosto cremoso) sulla fiamma bassa ed aggiungete il latte mescolando, la zuppa deve assumere un bel colore rosa e non risultare troppo liquida (Regolatevi quindi con la quantità di latte).
Fate cuocere per circa tre o quattro minuti e per finire unite due cucchiai di panna acida. Amalgamate.
Versate nelle fondine di portata e servite con un fiocco di panna acida che potrete utilizzare per decorare.
Ringrazio Tania, del blog "Dulcis in furno" per avermi suggerito l'iniziativa lanciata per oggi. Coloriamo il web di rosa.