Diario di un viaggio nel gusto

Questo blog è il diario di un'avventura che inizia, la mia avventura, condotta per sentieri che non mi sono del tutto nuovi ma che attraverso il loro andare mi condurranno ad esplorare nuovi lidi.... il verde è il colore che predominerà la mia strada, il suo profumo ne sarà l'aroma allietante e suadente... un percorso gastronomico, il mio, di vita, di credo... una scelta, uno stile, il mio ritmo... ricette che trarranno dalla terra il proprio profilo, che dell'erba avranno la gentilezza e la delicata essenza, il sapore avranno della semplicità e dei sensi saranno stimolo e soddisfazione.... Un viaggio nella cucina... con la creatività e la curiosità che sempre portano lontano...

umorale

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trasparenze autunnali

sabato 14 novembre 2009

BUDINO SALATO DI TAPIOCA




Qualche giorno fa sono capitata in quel mondo parallelo che è piazza Vittorio a Roma. Un "altro posto", un dedalo di vie animate da spiriti vagabondi e multicolori, pieno di parole, di abiti, di profumi stranieri. Molto affascinante. Una città nella città che però non è soltanto oriente, Cina, Africa... è un pò tutto di tutto.

Camminare piano a piazza Vittorio è come aggirarsi nel sogno caotico di un pittore ebro di immagini, che rincorre i pensieri e getta inchiostro colorato quà e là affinche non si disperdano le sue fantasie prima di poterle fissare sulla tela.

E' stato come viaggiare.

Sono entrata in un market orientale, curiosa di scoprire cosa vendesse, quali prodotti inusuali potervi trovare per le mie sperimentazioni culinarie e... ho comprato diverse "cosucce".

Innanzi tutto sono rimasta affascinata dalla vista di tanta mercanzia! Ho avuto la sensazione dolcissima di essere tornata bambina e di aggirarmi nel fantastico universo di un grande magazzino di giocattili mai visti, trenini di legno, bambole di pezza... Là tutto era incredibilmente attraente!

Nel banco frigo c'erano confezioni di lingue di rana, di orecchie di maiali, di meduse. Io mi sono orientata però su prodotti più semplici ed ho acquistato fogli di pasta di riso, radici di bamboo, una grande sfoglia di caramella di sesamo (che immagino di tagliare a tringoli e di servire in accompagnamento ad un dolce al cucchiaio), e poi salsa di soia originale, pasta di soia rossa, lychee, un dolce di riso alla crema di soia e per finire perle di tapioca.

Che meraviglia quella loro consistenza sferica, indefinita, il colore vagamente verdino. Sono uscita dal market con l'entusiasmo di chi ha un oggetto nuovo per la sua collezione!

Arrivata a casa ho girato un pò sul web per capire di più sulla tapioca e per scoprire come poterla cucinare. Mi sono sorpresa nel vedere che si utilizza principalmente in preparazioni dolci, ma avendo voglia di salato mi sono soffermata su questa ricetta.

Oggi è domenica e, come sempre nel fine settimana, ho deciso di mettermi ai fornelli e provare...

E' stato bello. Nuove consistenze, nuovi colori, mi sono sentita un "piccolo chimico" alle prese con ampolle, filtri, precipitati. Invece ero nella mia cucina, tra fornelli, acque ribollenti, mestoli, gelatine.

Questo è stato il risultato.

Occorrono: 50 g di perle di tapioca; 100 g di salmone affumicato, tagliato a dadini o a striscioline; 2 avocados; il succo di 1 limone; un pizzico di timo; sale; pepe ed olio extra vergine di oliva.

Dopo aver lasciato in ammollo le perle in acqua fredda per circa venti minuti, si scolano e si mettono in acqua già bollente salata. Il tempo di cottura è all'incirca di quindici, venti minuti ma si può verificare ad occhio, spengendo il fuoco non appena la tapioca diviene trasparente. A questo punto si deve scolarla e condirla con 2 cucchiai di olio, pepe, 1 cucchiaio di succo di limone e, se occorre, aggiustare di sale. Occorre lasciarla raffreddare completamente. Nel fratytempo, utilizzando il mixer, si riducono i 2 avocados a purea, frullandoli con il rimanente succo di limone, il timo, sale e pepe e con altri 2 cucchiai di olio.

Il budino si serve a strati, in bicchieri trasparenti, alternando tapioca, purea di avocado e striscioline di salmone.

Se lasciata riposare in fresco diviene più saporita e molto gradevole.

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