

Al mattino l'alba si levava presto portando con se le note trascritte sul taccuino di cucina. Il primo gesto di nonna Nannina era quello, poggiare gli occhiali sul naso e prendere la nota tra le mani. Era giorno di Vigilia, atteso e un pò temuto, per via del gran lavoro che l'attendeva ma poi sapeva che sarebbe stato bello affaccendarsi in cucina in compagnia delle sue figlie e della nuora.
Non era Natale allora senza tutto quel ribollire di brodi, sfrigolare di olio, esalare di odori, senza tutto quel riempirsi di stoviglie, di pastelle messe a lievitare, di intingoli preparati per condire soltanto a sera già scesa le pietanze cotte a lungo, con lentezza, con amore.
Chiusa la porta della camera alle spalle, sbrigato il rito della vestizione, era tempo di iniziare. In cima alla lista erano immancabilmente le frittelle perchè la verdura richiedeva tempo per essere pulita, tagliata e messa nella cesta ad aspettare che la pastella fosse divenuta matura, ben soffice e gonfia, impregnata dell'aria che l'avrebbe resa croccante e dorata in cottura.
Ho preparato una base di semplice pasta frolla utilizzando: 250 g di burro chiarificato; 400 g di farina di grano tenero integrale; 4 tuorli; la buccia grattugiata di mezzo limone; 100 g di zucchero a velo e 100 g di zucchero semolato; un pizzico di sale fino.
Ho prima impastato in una ciotola il burro con la farina setacciata, fino a raggiungere una consistenza piutosto granulosa, quindi ho aggiunto i restanti ingredienti ed ho continuato ad impastare con le mani. Quando il composto è risultato piuttosto morbido ma compatto, ne ho fatto una grande palla che ho avvolto nella pellicola da cucina per poi metterla a riposare per circa un'ora in un angolo fresco e asciutto della mia casa (avrebbe potuto anche essere posta in frigorifero). Quindi ho cotto la pasta, stesa in una teglia precedentemente imburrata ed infarinata, nel forno già caldo a 180° per circa trenta minuti (ma controllando in realtà ad occhio che i bordi della crostata non si scurissero). Per far sì che la pasta non si gonfiasse durante la cottura, l'ho ricoperta di un foglio di carta da forno, bagnato e strizzato, sul quale ho deposto dei ceci secchi.
Ho poi farcito la frolla con una crema pasticcera classica, realizzata con: 75 g fi zucchero semolato; 3 tuorli; 250 ml di latte di soia; 25 g di amido di mais; la scorza di mezzo limone.
Per preparare la crema ho portato ad ebollizione il latte con la buccia di limone, per poi lasciarlo raffreddare in infusione. Nel frattempo ho montato i tuorli con lo zucchero utilizzando delle fruste elettriche ed ho poi aggiunto l'amodo di mais setacciato, sempre continuando a muovere energicamente con le fruste. Ho quindi aggiunto il composto di uovo al latte (privato della buccia di limone) ed ho fatto riprendere il bollore. Ho fatto cuocere per circa tre minuti, sempre girando. Quando la crema ha raggiunto la densità piuttosto compatta che desideravo, ho spento il fuoco ed ho lasciato raffreddare la crema per pochi minuti, quindi l'ho riversata a riempire la base di pasta frolla ed ho lasciato raffreddare il tutto definitivamente. Per evitare che raffreddando la crema formasse in superfice una sorta di pellicola, l'ho ricoperta a contatto diretto con della pellicola da cucina.
Per la gelatina ho usato: un melograno; due cucchiai rasi di zucchero semolato; due fogli di colladi pesce.
Quando la crostata è risultata quasi del tutto fredda ho frullato i semi di un melograno che ho poi passato al colino fine per poterne utilizzare tutto il succo. Ho versato quest'ultimo in un pentolino, ho aggiunto lo zucchero semolato ed ho fatto ridurre a fuoco basso. Infine ho aggiunto i due fogli di colla di pesce precedentemente ammolati in acqua fredda ed ho spento il fuoco, mescolando ancora per un minuto.
Ho completato il dolce versando la gelatina un poco raffreddata sulla crema e decorando con alcuni chicchi di melograno. Ho lasciato la torta in frigo per un paio d'ore prima di servirla.
La mia amica ha gradito moltissimo questo dolce appositamente confezionato per lei. Mangiarlo ha reso meno malinconico il salutarci legando il nostro affetto con una nota delicata e saporita che risveglierà il reciproco ricordo ogni volta che proveremo ad immaginarci nel nostro fare quotidiano... distante, eppure vicino.
Questo dolce è una di quelle delizie da regalarsi in giornate così, per potersi ricordare di tutto il bello, del buono, di tutta la delicatezza di cui può essere pieno ogni istante.
Un dolce rapido rapido (si prepare in non più di dieci minuti) da improvvisare per se stessi o per gli ospiti inattesi... da non perdere!
Per quattro porzioni occorrono:
3 tuorli d'uovo; 6 cucchiai di zucchero semolato; 9 amaretti; 1 tazzina di caffè amaro; 250 g di mascarpone e decorazioni varie a vostro piacere (lingue di gatto, amaretti, meringhe, granella di mandorle).
Montiamo i tuorli con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche per qualche minuto, quindi uniamo gli amaretti sbriciolati, il caffè amaro e freddo ed infine il mascarpone.
Montiamo ancora per circa quattro minuti, fin quando non si ottenga una consistenza piuttosto gonfia e cremosa. A questo punto versiamo la mousse in bicchieri traspareti e decoriamo la superficie come più ci aggrada (io oggi ho utilizzato semplicemente amaretti e piccole meringhe).
Se lasciato riposare in frigorifero per almeno un paio di ore la sua consistenza si rapprenderà un pochino e la freschezza ne esalterà il gusto delicato ma deciso. E' comunque buonissima anche gustata a temperatura ambiente, appena fatta.
Come base cremosa può essere utilizzata come farcitura per un ottimo e rapidissimo tiramisù, intervallandola in coppette con strati di pavesini appena imbevuti di caffè non zuccherato. In questo caso spolverizzeremo l'ultimo strato di crema con del cacao amaro in polvere.
200 g di farina; 100 g di farina di mandorle (o di mandorle in polvere); 150 g di burro di soia; 80 g di zucchero di canna grezzo; 2 tuorli; mezzo limone; 30 g di mandorle in lamelle; 1,200 kg di zucca; ancora 150 g di zucchero di canna; altri 2 tuorli e 2 uova intere; 200 ml di panna fresca di soia e per decorare usiamo la fantasia, io ho utilizzato crema pasticcera con guarnizione di lamponi (e ci stava benissimo!).
Occorre mettere la zucca, sbucciata ed affettata, in forno preriscaldato a circa 170°, coperta con carta alluminio per un'oretta circa. La cottura è piuttosto lunga e bisogna verificare con un lungo stecchino che sia effettivamente ben cotta prima di poterla utilizzare.
Nel frattempo si prepara la pasta di fondo mescolando le due farine con 150 g di burro a pezzetti ed a temperatura ambiente, 2 tuorli, 80 g di zucchero e la buccia grattugiata di mezzo limone accuratamente lavato. Si lavora il tutto con le mani, se ne forma una palla e la si ripone in frigorifero per un'ora.
Tolta la zucca dal forno e fatta raffreddare, la si passa al passaverdure e la purea ottenuta (circa 750 g) la si unisce a 150 g di zucchero, 2 tuorli, 2 uova intere e panna (dosandola fino ad ottenere una crema liscia ma non troppo liquida).
Si stende quindi la pasta frolla in una pirofila non troppo grande imburrata e infarinata, la si copre con carta da forno e con dei fagioli secchi (affinchè non si gonfi nel cuocere) quindi la si pone nel forno caldo a 170° per una decina di minuti.
A questo punto, occorre togliere la frolla dal forno, eliminare i fagioli e la carta forno e farcirla con la crema di zucca ben spolverata di zucchero di canna.
La cottura in forno dovrà ora essere di una mezza oretta.
Raffreddata (ma non troppo) e cosparsa di lamelle di mandorle è una vera delizia autunnale!
La sua friabilità è eccezionale e l'aroma del burro lega benissimo con la zucca.
Servitela a fette, su un bel piatto da portata, decorata a vostro piacimento. Per me è sempre un trionfo!
Per realizzare questo fantastico dolce autunnale occorrono:
180 g di cioccolata fondente
40 g di farina integrale (oppure di avena)
160 g di fruttosio
5 uova
300 g di purè di castagne al naturale (si può comprare in barattolo oppure fare lessando le castagne in acqua e poi passandole dopo averle sbucciate, senza nessuna aggiunta)
1,5 dl di panna fresca
1 limone
100 g di marrons glaces spezzettati
50 g di zucchero a velo
burro di soia per imburrare (oppure di burro chiarificato)
un pizzico di sale
e ancora: 1 albume
180 g di mascarpone (ahimè!)
1 cucchiaino di amido di mais
70 g di crema di nocciole
Gli ingredienti sono tanti ma la realizzazione è piuttosto semplice. Si tratta dell'unione di più ricette che ho letto qua e là su riviste tematiche e che io ho provveduto a modificare un pò!
Per iniziare occorre sciogliere il cioccolato a bagnomaria con tre cucchiai di acqua. Nel frattempo si montano i tuorli con lo zucchero e a questi si aggiungono poi il cioccolato fuso, e la farina. Si mescola bene il tutto e si lascia riposare mentre, con un pizzichino di sale si montano a neve le cinque chiare. Una volta montate si uniscono all'impasto di cioccolato, delicatamente, dal basso verso l'alto, quindi si inforna a 180° per circa 15 minuti, il una teglia rettangolare coperta con carta forno imburrata (lo spessore del'impasto deve essere di circa due centimetri).
Tolto dal forno, l'impasto si copre con un foglio di carta da forno ed un canovaccio e si lascia completamente raffreddare.
A questo punto si procede con la preparazione della farcia montando leggermente 1,5 dl di panna con un cucchiaino di succo di limone, la si incorpora alla purea di castagne e si aggiunge lo zucchero a velo.
Tolto ora il canovaccio, occorre capovolgere la pasta facendo in modo che si posi sulla carta da forno pulita, quindi si toglie quella usata in cottura e si provvede a spalmare interamente di crema di castagne (lasciando un paio di centimetri puliti ai bordi). I pezzetti di marrons glaces possono essere distribuiti quà e là sulla farcia prima di arrotolarla con l'aiuto della stessa carta da forno.
Ben avvolto nella carta (io ho aggiunto anche della carta alluminio intorno), il tronchetto ottenuto si pone in frigorifero per almeno un'ora (meglio se più a lungo).
Per la copertura si monta a neve fermissima l'albume rimasto con un pizzico di sale e si aggiunge al mascarpone già montato con le fruste elettriche insieme all'amido di mais e addizionato con la crema di nocciole. Occorre amalgamare molto bene l'albume al resto del composto.
Terminata questa operazione non resta che spalmare lungo il tronchetto la crema di nocciole realizzata e poi passarla delicatamente con i rebbi di una forchetta per decorarlo sumulandone la corteccia di un vero tronco.
Naturalmente si può decorare a piacere. Va tenuto in frigorifero fino al momento di servirlo.
Dagli anni dell'infanzia la vita ha cambiato molte cose naturalmente e ormai da tanti anni sono io ad occuparmi dei banchetti mangerecci di famiglia, questi non avvengono frequentemente, in verità, e tanti di noi si sono dipersi per le loro strade ma, poichè riunirsi intorno ad una tavola imbamndita rende sempre felici e gai gli animi dei commensali, allora ad ogni occasione dò prova delle mie abilità di chef creando sformati, timballi, sufflè.... per lo più di verdure.
Non sono un'integralista ad ogni costo ma mangiare sano con gusto è possibile e semplice e allora spazio alla fantasia, che in cucina del resto non guasta mai!
Questo dolce è una coccola domenicale immancabile e deliziosa....
500 g tofu, 50 g di cacao amaro, 180 g zucchero di canna o fruttosio, 125 ml latte di soia, 120 farina integrale, 120 farina di mandorle, 20 g zucchero di canna, burro di soia, mandorle in scaglie per decorare.
Iniziamo facendo la base del cheese cake. Mettiamo in una ciotola la farina integrale, la farina di mandorle, i 20 g di zucchero ed il burro di soia, poi impastiamo bene con le mani fino ad ottenere una pasta della consistenza di un frolla morbida. Stendiamo questa base sul fondo imburrato e infarinato di una tortiera rotonda col bordo apribile e procediamo con la farcia. Mettiamo molto semplicemente tutti gli ingradienti nel mixer e frulliamo per ricavare una crema piuttosto densa da versare sopra alla base.
Questa torta ha una cottura piuttosto lenta ma il risultato è buonissimo. La dobbiamo porre in forno a 160°/170° per un'oretta e mezza circa e comunque controllarne di tanto in tanto la cottura. In pratica il risultato deve essere rassodato e compatto.
Accompagnata con una tazza di orzo è l'ideale per una merenda autunnale e per una coccola di fine settimana.
N.B. - Nella mia versione non ho decorato con le scaglie di mandorle ma nella ricetta originale (letta tempo fa su una rivista di cucina) c'erano... a voi la scelta!